Le notizie più interessanti del mese dal mondo delle barriere coralline, raccontate in breve e con un occhio a cosa significano per chi ha un acquario marino. Le fonti originali (in inglese) sono linkate sotto ogni notizia.
Le barriere hanno sempre meno tempo per riprendersi
Il 1° settembre il Global Coral Reef Monitoring Network (GCRMN) ha pubblicato il rapporto Status of the World’s Coral Reefs: 2025, la valutazione più ampia mai fatta: oltre 21 milioni di osservazioni da quasi 37.000 siti in 120 Paesi. La copertura di corallo nel mondo è calata del 9,5% rispetto al periodo di riferimento 1980–2009. Il dato più preoccupante riguarda i tempi: un tempo i grandi eventi di sbiancamento arrivavano circa ogni dieci anni, oggi ogni cinque o sei. Tra il 2017 e il 2019 le barriere avevano recuperato un po’ di copertura, ma gli sbiancamenti successivi hanno cancellato quel progresso.
Per chi ha una vasca: è la stessa regola che vale in acquario. Un corallo sbiancato può riprendersi se lo stress finisce presto e non si ripete: per questo in estate conviene tenere sotto controllo la temperatura con una ventola o un refrigeratore, invece di aspettare il picco di caldo.
Fonte: Oceanographic Magazine
Ritrovata viva una barriera data per morta da 60 anni
Al largo del Benin, in Africa occidentale, a più di 50 metri di profondità, negli anni ’60 era stata individuata una barriera corallina considerata ormai morta. Un gruppo guidato da Gérard Zinzindohoué dell’istituto oceanografico del Benin è tornato a cercarla: dopo aver scandagliato con il sonar 11,5 km di fondale ed esplorato le zone migliori con droni subacquei, ha trovato chiazze di corallo vivo con otto specie di coralli e otto specie di pesci. È la prima conferma di un ecosistema corallino “mesofotico”, cioè di acque profonde e poco illuminate, sulla piattaforma del Golfo di Guinea. Lo studio è uscito su Frontiers in Marine Science.
Per chi ha una vasca: i coralli mesofotici vivono con pochissima luce. È un buon promemoria che non tutti i coralli vogliono luce fortissima: molte specie a bassa luce stanno meglio nella parte bassa o in ombra della vasca.
Fonte: ScienceDaily
NOAA conclude i monitoraggi 2026 nel Pacifico
L’agenzia americana NOAA ha completato la campagna 2026 di controllo delle barriere nelle isole del Pacifico, tra Samoa Americane, Palmyra, Jarvis, Kingman Reef, Howland e Baker. I numeri danno l’idea del lavoro: 1.006 immersioni, 440 censimenti di pesci, 420 rilievi fotografici per ricostruire le barriere in 3D, oltre a campioni d’acqua e misure di temperatura e di calcificazione per capire gli effetti dell’acidificazione degli oceani. I risultati dettagliati arriveranno tra circa un anno, dopo l’analisi dei dati.
Fonte: NOAA Fisheries
India: coralli e praterie marine contro l’erosione delle coste
Nel Golfo di Mannar, nel sud dell’India, l’isola di Kariyachalli ha perso oltre l’80% della sua superficie in cinquant’anni e rischia di scomparire entro il 2036. Lo Stato del Tamil Nadu ha avviato un programma da circa 4,8 milioni di dollari per ripristinare coralli e praterie di fanerogame marine e posare circa 8.500 moduli di barriera artificiale, così da frenare le onde e l’erosione. Il progetto dà anche lavoro alla popolazione locale.
Fonte: 24NewsHD
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Foto in evidenza (Acropora hyacinthus): Holobionics, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
